Interventi Deposizione Corone 2018 - Circolo Ferrovieri Martiri di Greco

Vai ai contenuti

Menu principale:

Interventi Deposizione Corone 2018

Dei quindici racconti presentati dagli studenti, ne pubblichiamo solo tre per motivi di spazio, ci scusamo con tutti gli altri e li ringraziamo per il loro giovane, ma documentato contributo portato in questa manifestazione.
ANTONIO COLOMBO
19 giugno 1944
Caro diario,
Sono Antonio Colombo, nato il 2 ottobre 1901 a Merate, ma ora vivo a Monza. Faccio il ferroviere; per me e per tutte le persone che lavorano, quest' anno, il 1944, e un anno terribile: c'e sempre più crisi, in tante zone mancano vestiti, carne, frutta, verdura, molti bambini muoiono di fame. Gli scioperi, adesso, nella prima settimana di marzo, sono motto più intensi di quelli precedenti. Migliaia di operai vengono portati nei campi di concentramento: bisogna fare qualcosa, trovare il modo di ostacolare la deportazione!
Sui treni, qualcuno riesce a scappare, altri ottengono un pezzo di pane o acqua, non so come fare vorrei aiutare anche io!
25 giugno 1944
Caro diario,
Stanotte il treno si è fermato, si sente provenire dalla stazione un ordine, la risposta è: "Jawohl, Jawohl". Successivamente il treno riparte; mentre due sentinelle si scambiano le consegne, dalla parte opposta, quattro uomini camminano sull'erba portando un quintale di esplosivo, poi vengono messi nei forni di combustione della locomotiva. Poco dopo ci sono delle esplosioni vicino alla zona in cui siamo: ho molta paura. Tra tutte le persone intorno nessuno sapeva cosa fosse successo.
13 giugno 1944
Caro diario,
Adesso molti uomini vengono torturati, interrogati e perquisiti, ma tutti tacciono. Quaranta ferrovieri, anche io, vengono arrestati e interrogati, ma nessuno parla. A me e gli altri miei compagni: Carlo Mariani e Siro
Marzetti, vengono trovati addosso dei volantini antifascisti.
15 giugno 1944
Caro diario,
Un furgone ci conduce a Greco, ma quel giorno non ritorneremo a lavorare come credevamo, ma... una raffica di mitra e gli operai vengono falciati davanti a noi, che veniamo obbligati ad assistere alto scontro, un orrore... Li sono morto anche io, a soli quarantatre anni, avevo ancora mezzo vita da vivere...
 
Giada
Classe 1a D Scuola Media Leonardo Da Vinci - Monza
PER I FUCILATI A GRECO PIRELLI
Io mi chiamo ANTONIO COLOMBO sono nato il 02 ottobre del 1901 facevo  il  ferroviere. Sono nato proprio durante una Crisi causata dalla guerra. Mancava più o meno tutto, la frutta i vestiti, la verdura, i grassi e  il  combustibile Iniziò ad espandersi  il  mercato nero, ed era anche  il  periodo dei grandi scioperi delle fabbriche della Breda e della Pirelli . Lo sciopero comprendeva tutte le industrie a nord di Milano e a Sesto San Giovanni dove vennero arrestati 3600 operai. Alcuni vennero deportati altri no. La deportazione non prevedeva solo i lavori forzati ma anche una morte atroce, di fame e torture. Alcuni miei colleghi volevano sabotare i treni che portavano i deportati ai campi. Nel giugno del 1944 a Milano Greco vicino agli stabilimenti della Pirelli si trovavano le officine per la riparazione dei treni rotti, erano attentamente sorvegliate daIle SS. Era uno snodo reso inefficiente dai sabotaggi . Oppure certi guidatori di locomotive rallentavano quando era possibile e facevano scendere qualche fortunata persona, alcuni invece rapidi riuscivano a gettare un pezzo di pane o una borraccia piena d'acqua Proprio per questo io morii . Quattro ferrovieri che conoscevano ogni angolo delle officine furono arruolati per un sabotaggio dalla terza brigata Garibaldi gap. La notte del 25 giugno una locomotiva venne dichiarata ‘‘jawhol ’’ il  treno ripartì. Due sentinelle si scambiavano le consegne vicino al fabbricato dei viaggiatori, mentre 4 uomini camminavano ricurvi sull'erba e portavano con se quasi un quintale di esplosivo, mettendolo sulle locomotive a vapore esul  "traghetto". Avvenne un esplosione a distanza ravvicinata, mentre scoppiò  il  fuoco delle sentinelle ma quegli uomini erano ormai in salvo. Il giorno dopo 40 ferrovieri vennero arrestati e portati alle officine e interrogati. Alcuni vennero mandati in carcere e torturati. Nessuno parlò su chi fosse stato. Io non parlai e  neanche Carlo Mariani e Siro Marzetti, eravamo tutti tre antifascisti, ci avevano beccato con addosso dei volantini, eravamo tutti e tre sospettati di essere i colpevoli. La mattina del 15 luglio un furgone ci condusse a Greco Pirelli e sotto gli occhi di tutti i nostri colleghi fummo fucilati.
 
Mateo 
Classe 1a D Scuola Media Leonardo da Vinci - Monza
 
 
ANTONIO COLOMBO
Mi chiamo Colombo, Antonio Colombo e sono nato a Merate il 2 ottobre del 1901. Ero un ferroviere e vivevo a Monza. II 1944 6 stato per me e la mia classe lavoratrice un anno terribile. Gli scioperi che scoppiano nelle fabbriche del nord nella prima settimana di marzo superano, per intensità, tutti quelli precedenti. Anche nel milanese lo sciopero dilaga dalle grandi industrie alle medie, alle piccole: pensate voi solo a Sesto San Giovanni ben 36000 operai coinvolti, delle cifre! Fascisti e nazisti tentano con ogni mezzo di far riprendere il lavoro. Davanti ad alcune fabbriche vengono piazzate le mitragliatrice puntate su di noi. La lotta va avanti una settimana: sette giorni di paralisi per la produzione bellica ed industriale, e la vendetta non si fa attendere: migliaia di operai come me vengono arrestati e caricati sui treni diretti ai campi di concentramento. La deportazioni non significa solo lavori forzati, ma quasi sempre, una morte di fame, di torture. Bisogna fare qualcosa per sabotare il trasporto della produzione e per ostacolare le deportazioni. Giugno 1944 Milano Greco, periferia Nord di Milano, vicino agli stabilimenti della Pirelli. È uno snodo fondamentale: vi passa la linea internazionale del Gottardo. Da questi binari sono transitati centinaia di carri bestiame da cui uscivano grida disperate. Tutte le volte che era possibile, il macchinista rallentava più che poteva, qualche carro veniva forzato e qualcuno saltava giù. Fuggiva in tal modo da un tragico destino, interrompendo un viaggio quasi certamente di sola andata... Quattro ferrovieri, dei mie colleghi, vengono reclutati per un'azione di sabotaggio dalla 3° brigata Garibaldi GAP "Egisto Rubini’’. La notte del 25 Giugno 1944 un treno si ferma in questa stazione e quando riparte nella parte opposta al treno, quattro uomini camminano curvi sull'erba, portandosi a ridosso delle Officine. Hanno con se quasi un quintale di esplosivo, suddiviso in pacchi, ciascuno con una miccia di venti minuti. Verranno collocati nei forni di combustione delle locomotive a vapore e nel "traghetto", il ponte mobile che corre lungo una fossa collegando tra loro i capannoni. Poco dopo avvengono le esplosioni a distanza ravvicinata. Un momento dopo brucia il serbatoio dei lubrificanti mentre parte il fuoco delle sentinelle. Ma i quattro sono in salvo. Dopo giorni di interrogatori e di perquisizioni, quaranta ferrovieri, tutti mie colleghi, qualcuno di loro, pensate, erano addirittura dei miei amici di Milano Greco, vengono arrestati una mattina, al loro arrivo alle Officine. Sono portati in carcere, qualcuno viene torturato, ma... nessuno parla. Non parliamo, io e neanche Carlo Mariani e Siro Marzetti. Siamo antifascisti, ma ci hanno trovato addosso dei volantini. In carcere non verremo torturati, non siamo minimamente sospettati di essere gli autori del sabotaggio. L'ultima notte della nostra vita la passammo sul tavolaccio del carcere. Poi la mattina del 15 Luglio, un furgone ci conduce a Greco. Ma quella mattina non andremo at lavoro. Una raffica ci falcia davanti agli altri operai, radunati con la forza ad assistere alla rappresaglia. La lapide di noi tre, tre semplici ferrovieri morti per colpa del fascismo si trova ubicata sulla fiancata laterale degli uffici del Deposito di Milano Greco dove tutti gli anni in occasione della festa della Liberazione, veniamo ricordati come "I martini di Greco".
Grazie per il lavoro che fate: ricordare alla gente i martiri del fascismo e vi ringrazio in particolare per ricordare le vittime che erano come noi, delle semplici persone.
 
Grazie                                                                                                                                                      
Matilde 
Scuota Media Leonardo Da Vinci - Monza 1a D
Appello dei superstiti dei Lager nazisti 
nel 73° anniversario della Liberazione

Noi, donne e uomini sopravvissuti all’orrore dei campi nazisti - ognuno con la propria storia, con il proprio credo, le proprie convinzioni - siamo riuniti nella ricorrenza del 73° anniversario della Liberazione e della fine della Seconda Guerra Mondiale per riaffermare i valori che abbiamo difeso attraverso le nostre sofferte testimonianze: la pace, la libertà di pensiero, l’uguaglianza, il rispetto reciproco, la solidarietà, la giustizia, la democrazia. Valori che sono il lascito delle compagne e dei compagni che dai Lager non sono tornati.
Ancora oggi nel mondo questi valori vengono ogni giorno calpestati, e temiamo che le generazioni che verranno dovranno riscoprirli, forse a un prezzo motto alto.
Ma vogliamo sperare che le nostre parole non siano dette invano.
La memoria degli anni terribili del ‘900 non deve morire insieme ai ricordi dei superstiti, ma deve essere trasmessa, coltivata nello studio, nella ricerca, soprattutto nella scuola, e deve continuare a costituire fonte di consapevolezza del valore della democrazia e argine contro una nuova barbarie.
L’idea di Europa è nata negli anni Trenta nei luoghi dell’esilio e del confino degli antifascisti e si paradossalmente rafforzata nel grande crogiuolo di nazionalità dei Lager. Per questo chiediamo alle istituzioni internazionali, europee e mondiali, che quei luoghi di dolore nei quali si consumato lo sterminio nazista siano tutelati dall’Unesco come “Patrimonio dell’Umanità”.
Soprattutto, però, ci rivolgiamo alle ragazze e ai ragazzi dell’Italia di oggi e di domani: combattete l’indifferenza e il conformismo; occupatevi della cosa pubblica, se non volete che altri lo facciano per voi; riconoscete e denunciate ogni segnale di razzismo, di discriminazione, di sopruso, di violenza; difendete la democrazia, la Costituzione, la libertà contro ogni tentazione autoritaria. Non permettete che di nuovo donne o uomini possano essere perseguitati per la loro origine, per le loro idee, per il loro credo.

Raffaella Lorenzi Amurri
Deposito Locomotive Milano Greco 19-4-2018




o
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu